La storia bizzarra di un uomo che ha creato il suo piccolo angolo di mondo senza un euro in tasca…

Zopito era un ragazzo di 20 anni di Loreto Aprutino, un paese delle colline Abruzzesi. Coltivare prodotti di qualità per sé e per la sua famiglia era per lui una passione e come spesso capita sognava di far diventare questa passione un lavoro.

L’idea era semplicemente, coltivare un pezzo di terra per produrre prodotti sani e di qualità  per sé, la sua famiglia e chiunque avesse voglia di avere sulla propria tavola dei prodotti freschi, genuini e di cui non aver paura.

Tuttavia..

Il terreno per poter realizzare questo sogno non c’era, lui aveva solo pochi metri di terra e le sue finanze erano pietose.

Dopo alcuni anni di lavoretti saltuari che gli permettevano solo di arrivare a fine mese, riuscì a trovare lavoro come bracciante agricolo presso una grande aziende agricola locale che gli permise non solo di apprendere tecniche e strategie che non ancora conosceva, ma anche di guadagnare qualche soldo in più.

Dopo anni l’azienda in cui Zopito lavorava fu colpita dal lutto del titolare e dato che nessuno degli eredi voleva continuare l’attività Zopito capì che quello era il momento di agire.

Lavorando in quella azienda per anni era passato da semplice bracciante agricolo a capo operaio e il suo stipendio gli aveva permesso di mettersi qualcosa da parte, proprio per questo decise agire acquistando parte dei terreni per iniziare la sua personale attività, inseguendo il suo sogno.

Tutto questo, accadeva nel 1930.

Zopito riuscì a far diventare il suo sogno una solida realtà, grazie alla produzione di tanti alimenti di qualità come olio, pane, pasta, miele e passate di pomodoro.

In questo modo, dopo anni di sacrifici, zopito era riuscito a crearsi il suo piccolo angolo di mondo, realizzando quello che era il suo sogno…

Mi rende sempre felice e orgoglioso raccontare questa storia perché Zopito era il mio bisnonno.

Dopo anni di sacrifici ed aver reso l’azienda di famiglia un punto di riferimento per moltissime persone (locai e non), lasciò l’attività nelle mani di mio nonno Romeo.

L’azienda prosperava, fino al 2000…

Dal 2000 in poi, il modo di mangiare delle persone iniziò a cambiare a causa della forte e spietata concorrenza dei supermercati, dei cibi precotti e dei fast food.

Le persone soggiogate dalla comodità e dalla velocità dei cibi precotti e dei fast food, nonché dai prodotti a basso costo dei supermercati, hanno lentamente abbandonato i contadini dimenticato cosa significa mangiare sano.

Le grandi catene di distribuzione sono riuscite a sostituire, nella mente delle persone, il concetto di comprare cibo di qualità per mangiare con l’idea che si debba comprare cibo in quantità solo per nutrirsi.

Quindi, la situazione sul mercato non era delle migliori, mio nonno ha provato a mantenere l’attività, ma l’età si iniziava a far sentire e investimenti errati hanno portato l’attività sull’orlo del precipizio.

Nel 2012, mio nonno, lasciò l’attività nelle mani di mia madre, ma non riuscivamo più a vedere la nostra azienda come una reale opportunità di lavoro e per questo mia madre decise di prendere altre strade e di fermare definitivamente l’azienda…

Sono cresciuto seguendo gli insegnamenti e i valori che il mio bisnonno e mio nonno mi hanno tramandato e non voglio veder svanire le nostre tradizioni.

Ecco perché dopo un periodo di 5 anni, in cui io stesso avevo smesso di prendermi cura della mia salute, mangiando cibo di dubbia qualità e provenienza, mi sono fermato un attimo a riflettere su cosa dovevo farne del mio futuro ed ho deciso di rimettere in piedi l’azienda e di tornare a produrre tutti quei prodotti che mi hanno accompagnato nella mia infanzia.

Il mio obiettivo è tornare a produrre quei prodotti di qualità in cui il mio bisnonno credeva e tramandare ai miei figli, nipoti e a chiunque scelga i miei prodotti i valori dei miei antenati.

Questa non è solo la mia azienda ma l’azienda di mia madre, di mio nonno e del mio bisnonno