Allegagione dell’olivo: Perché solo l’1% o il 2% dei fiori fecondati si trasforma in frutto?

La fioritura, l’impollinazione e l’allegagione dell’olivo rappresentano momenti essenziali nel ciclo di produzione delle olive e perciò nella produzione del nostro olio extravergine di oliva.

La fioritura inizia a maggio e si conclude nella prima decade di giugno, in questa fase vediamo sbocciare tra le foglio di ulivo i tipici fiori bianchi. Questo è il periodo in cui così dette “mignole”, che sono letteralmente la gemma del fiore dell’ulivo, sbocciano diventando fiori. Durante la fioritura avviene anche la così detta impollinazione, cioè la fecondazione dei fiori.

Infine, abbiamo l’allegagione che è la parte finale e decisiva della nascita delle olive, in questa fase abbiamo il vero e proprio passaggio da fiore a frutti. Dobbiamo sottolineare come in questa fase non tutti i fiori fecondati diventano effettivamente olive, ma una buona parte dei fiori fecondati purtroppo cadranno insieme ai fiori non fecondati. Ma scopriamo di più su quello che avviene dopo che i primi fiori di ulivo iniziano a sbocciare!

Come avviene l’impollinazione dei fiori dell’olivo?

Non di certo per merito delle api che non sono attratte dai suoi fiori in quanto non producono nettare; dunque, a occuparsi dell’impollinazione è il vento, ma c’è di più! Il vento, che per svolgere questa funzione non deve essere ostacolato dalla pioggia, che blocca il trasporto del polline per la fecondazione. Non solo, devi sapere anche che molti fiori non si lasciano fecondare dal polline della sua stessa cultivar (varietà di oliva), ma richiedono il polline di un albero di diversa varietà.

La maggior parte delle varietà di olivo è autosterile, per cui il polline dello stesso fiore, pur essendo vitale e germinabile, non feconda il proprio gineceo né quello di piante appartenenti alla stessa cultivar (autoincompatibilità).

L’olivo necessita quindi di impollinatori che devono essere scelti nell’ambito di varietà interfertili che assicurino una fioritura contemporanea. Questi impollinatori sono in realtà varietà di olivo che producono abbondante polline.

Solo alcune varietà sono parzialmente autofertili, cioè in grado di fecondarsi da sole, ma si avvantaggiano comunque della impollinazione incrociata, che ne aumenta l’allegagione e la produzione.

Alla luce di queste informazioni i punti importanti sono i seguenti:

  • La distanza tra gli alberi di olivo è importante, quanto minore è la distanza tra le piante di diverse varietà, tanto più aumentano le probabilità di un’efficace fecondazione. Naturalmente eccessiva vicinanza poi comporta anche altri problemi (es: poca luce sulla chioma).
  • Nelle annate persistentemente piovose durante il periodo della fioritura la produzione è nulla o scarsa, in quanto la pioggia impedisce il trasporto del polline da parte del vento.
  • L’allegagione è modesta pur in presenza di una notevole quantità di fiori, quando ci sono temperature particolarmente elevate durante la fioritura.
  • La presenza di olivi impollinatori è importantissima per facilitare l’impollinazione.

Quanti fiori diventano olive?

Prima di tutto bisogna considerare anche un altro aspetto fondamentale, i fiori di olivo non sono tutti uguali! Infatti ce ne sono di tre tipi:

  • Fiori ermafroditi, da cui hanno origine sia quelli a funzione maschile che quelli a funzione femminile.
  • Fiori maschili, o staminiferi, preposti alla produzione del polline.
  • Fiori femminili, o pistilliferi, costituiti da un ovario che può essere fecondato dal polline. All’interno dell’ovario sono presente due loculi, e uno di questi ospiterà il seme. È qui che ha origine la nascita di ogni oliva!

Quindi, non tutti i fiori possono diventare olive, ma solo i “fiori femminili”. Il “fiore femminile” per essere fecondato ha bisogno di essere impollinato con i polline prodotto dai “fiori maschili”. Questo polline essendo privo di nettare non viene trasportato dalle api, ma solo e soltanto dal vento, quindi le condizioni meteo devo essere favorevoli per avere una buona impollinazione.

Ma tutto questo non basta, infatti è importante precisare che la trasformazione dei fiori fecondati in frutti non è affatto scontata. Vi sono fiori fecondati che in realtà non si trasformano in olive e per questo cadono insieme a quelli non fecondati. In pratica solo l’1% o il 2% dei fiori fecondati si trasforma in frutto perché l’olivo, al fine di garantire la sua sopravvivenza e la produzione delle olive, fa una selezione naturale delle sue risorse.

In pratica possiamo quasi dire che la nascita della olive sia un vero e proprio miracolo, perché la sua nascita è legata alla presenza di molti fattori.

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