Le falsificazioni sull’olio extravergine di oliva e come tutelarsi

Prima di capire come tutelarsi bisogna conoscere bene quali sono i raggiri più comuni in questo ambito. Li possiamo dividere in 4 grandi categorie:

  1. Cambio di origine
  2. Contraffazione
  3. Adulterazione
  4. Falsificazione

ANALIZZIAMOLI SINGOLARMENTE

1 – Cambio di origine

Oggi i raggiri più diffusi si fanno miscelando olio importato da Spagna, Grecia e Tunisia a un prezzo vantaggioso, con prodotto locale etichettandolo come “100% italiano”.

2 – Contraffazione

La contraffazione si ha, invece, quando si mente sulla qualità e sulla purezza del prodotto. Nel caso dell’olio l’esempio classico è quando un olio vergine viene venduto come extravergine.

3 – Adulterazione

Quando vengono aggiunte sostanze di qualità inferiore, ci troviamo davanti a un prodotto adulterato. In questo caso una partita di olio extravergine viene presa e mescolata insieme ad altri olio

Ma quali sono questi oli che vengo utilizzati? Possono essere aggiunti oli non provenienti dalle olive come:

  • l’olio di mais,
  • l’olio di semi di girasole,
  • l’olio di palma,
  • olio vegetale,
  • olio di noci,
  • olio di nocciola,
  • olio di arachidi,
  • olio di semi di soia.

Oppure altri oli provenienti dalle olive, ma di qualità inferiore come:

  • olio di oliva vergine (prodotto di qualità più bassa rispetto all’olio extravergine)
  • olio di sansa (che può essere commercializzato come olio da cucina solo dopo essere stato raffinato)
  • olio lampante (prodotto non adatto al consumo alimentare che viene raffinato per usarlo in modo illecito)

4 – Falsificazione

La falsificazione vera e propria, che si ha quando si sostituisce un prodotto con un altro. Il classico raggiro è quello dell’olio di semi addizionato con clorofilla e betacarotene che viene venduto come olio extravergine di oliva.

COME TUTELARSI

1 – Attenzione all’etichetta

L’ideale è affidarsi a marchi che specifichino in etichetta, con grande trasparenza e abbondanza di dettagli, l’origine delle olive, il metodo di spremitura, l’utilizzo di cultivar, la regione di produzione. Maggiori sono le informazioni in etichetta, maggiore è la
trasparenza da parte del produttore.

2 – Occhio al prezzo

Quando si parla di olio bisogna fare la massima attenzione perché un prezzo troppo vantaggioso deve far alzare l’attenzione(si trovano oli anche a 3/4€ al litro). Però basta pensare che la spremitura delle olive ha un costo medio di 1,36€ e la confezione di 1,35€, quindi occhio a prezzi troppo vantaggiosi. Il prezzo indicativo per un buon olio italiano è almeno 8/10€ al litro.

3 – Imparare ad assaggiare l’olio

  • Fluidità: un buon olio di oliva ha una fluidità medio-bassa. Se l’olio è molto fluido potrebbe non essere un buon segno.
  • Profumo: se si percepiscono profumi di oliva, erba, frutta e verdura è molto probabile che l’olio sia buono!
  • Giusto: deve avere un gusto amarognolo piccante, assaggiatelo e se percepite questo tipo di gusto state certi che il vostro è un olio di qualità!
  • Colore: si va dal giallo oro fino al verde smeraldo. L’olio non extravergine presenta una colorazione molto più tenue e più chiara. Attenzione però, l’impiego di coloranti chimici potrebbe trarre in inganno.

4 – Esperimento da casa

Se vuoi controllare l’olio che hai in dispensa puoi fare un piccolo esperimento.

Metti un po’ di olio in frigo e se dopo mezza giornata l’olio ha iniziato a congelare allora è olio di oliva. Mentre se resta liquido purtroppo NON è olio proveniente dalle olive! Questo perché l’olio di oliva cristallizza intorno ai 7-8°C, mentre diventa completamente solido se andiamo sotto i 4-5°C. Altri oli, come quello di semi, hanno temperature di congelamento più basse.