Quando si parla di trattamenti per gli uliveti, ma anche per gli alberi in generale, spesso di storce il naso perché si pensa subito a prodotti che fanno male all’uomo e all’ambiente.
Sicuramente quando non erano ancora presenti norme che regolassero la produzione di questi prodotti, questo pensiero non era del tutto errato. Oggi però le cose sono cambiate, alcuni prodotti molto dannosi sono stati eliminati dal commercio e sono nati quelli biologici.
Perché fare i trattamenti? Sono proprio indispensabili?
L’ulivo può essere soggetto a moltissime malattie, e proprio come noi, se non viene curato o non si usano dei trattamenti preventivi il pericolo è quello di perdere l’intera piantagione. Ecco le malattie più comuni:
- Occhio di pavone
- Rogna
- Carie
- Cocciniglia
1. Occhio di pavone
Si manifesta con delle piccole macchie brune sulle foglie, durante i periodi più caldi si circondano di un alone giallo. Questa malattia porta la caduta delle foglie e un indebolimento della pianta, fino al disseccamento dei rami.
2. Rogna
La rogna dell’olivo è una infezione di origine batterica contratta dalle piante attraverso ferite causate ad esempio da potature, grandine, gelate, vento o durante la raccolta. La rogna dell’olivo porta ad un indebolimento della pianta che si ripercuote sulla sua produttività in termini di olive prodotte. In alcuni casi questo batterio può portare anche alla morte dell’intero olivo.
3. Carie
Questo tipo di malattia colpisce il legno, quindi il tronco dell’albero di olivo, rendendo il legno sempre più friabile e portandolo alla decomposizione.
4. Cocciniglia
Questo è un piccolo insetto che si nutre di linfa e attacca le parti più fertili della chioma, danneggiando le foglie e i germogli.
Oltre alle malattie più comuni, di cui abbiamo parlato, ci sono anche altre malattie come la Xylella che blocca la nutrizione degli alberi, facendoli seccare. Oppure altri insetti come la mosca olearia che aggrediscono le olive e danneggiano il raccolto sia in termini di quantità che di qualità.
I prodotti che vengono utilizzati per questi trattamenti si chiamano fitofarmaci, e come abbiamo visto, hanno un ruolo importante in agricoltura per difendere le colture da parassiti, batteri, virus e funghi.
I fitofarmaci utilizzati in agricoltura possono essere divisi in 2 grandi categorie:
- Prodotti consentiti in agricoltura biologica
- Prodotti NON consentiti in agricoltura biologica
Vediamo quali sono le differenze:
1. Prodotti consentiti in agricoltura biologica
Sono per la maggior parte prodotti non sistemici, cioè che restano fuori dall’albero e dai frutti, che hanno un’azione più preventiva che curativa.
Sono veramente pochi quei prodotti consentiti in agricoltura biologica che riescono ad entrare nei tessuti dell’albero e curare malattie già presenti. Dato che la maggior parte di questi prodotti resta sull’albero e non penetrano al suo interno, non resistono alle intemperie e si devono effettuare nuovi trattamenti dopo ogni pioggia, visto che l’azione dell’acqua li porta via dall’albero e dal frutto.
Inoltre, sono molto più costosi rispetto ai prodotti NON consentiti in agricoltura biologica e perdono il loro effetto in tempi più brevi. Il tempo in cui un prodotto perde il suo effetto è chiamato: tempo di carenza. Solo dopo che è scaduto questo tempo il frutto può essere raccolto oppure si può effettuare un nuovo trattamento. Questi prodotti hanno un tempo di carenza molto basso, si può arrivare anche a 3-4 giorni.
Molti sono di origine vegetale o animale, possono contenere microrganismi e sostanze da loro prodotte. Alcuni di questi prodotti possono essere usati nelle trappole, altri invece devono essere sparsi sulle piantagioni.
2. Prodotti NON consentiti in agricoltura biologica
Sono i prodotti che possono essere usati dalle normali aziende agricole non biologiche, dette aziende agricole convenzionali. Questi prodotti sono di natura chimica e spesso dei prodotti sistemici, cioè che penetrano nei tessuti dell’albero e quindi anche del frutto, per questo non vanno via con l’acqua.
Inoltre, il loro effetto resiste per un periodo di tempo maggiore rispetto ai prodotti consentiti in agricoltura biologica e sono meno costosi di questi ultimi.
Il tempo di carenza di questi prodotti (il tempo che deve trascorrere tra quando viene effettuato il trattamento e quando il prodotto può essere raccolto oppure si deve effettuare un nuovo trattamento) solitamente è molto lungo. In alcuni casi può bastare un unico trattamento per proteggere gli alberi per l’intera stagione, inoltre anche dopo la fine del tempo di carenza è possibile trovare tracce di questi prodotti all’interno del frutto.
In conclusione, i prodotti biologici sono quelli più costosi, ma che non resistono alle intemperie e perdono più velocemente il loro effetto con il tempo. Mentre quelli NON consentiti in agricoltura biologica sono di natura chimica, spesso costano meno, resistono alle intemperie e durano più a lungo.
Però molti dei prodotti chimici consentiti nelle coltivazioni convenzionali hanno uno svantaggio. Essendo prodotti sistemici, quindi che penetrano all’interno del frutto, alcune tracce della loro presenza possono essere ritrovate anche all’interno dei prodotti alimentari che acquistiamo.
Se sei stufo di quegli alimenti ultra processati che non hanno sapore, pieni di additivi, conservanti e realizzati con materie prime di dubbia qualità e provenienza che trovi nei supermercati allora i nostri prodotti artigianali fanno al caso tuo! Il nostro obiettivo, come azienda agricola, è quello di far riscoprire ai consumatori i gusti e i profumi dei prodotti artigianali di alta qualità realizzati con cura e passione proprio come un tempo.
Nel menù qui in alto, all’interno della sezione negozio puoi vedere e acquistare tutti i nostri prodotti che vengono realizzati completamente a mano, in modo artigianale, direttamente da noi, dalla coltivazione della materia prima fino alla produzione del prodotto finito.
